Domenica 23 luglio 2017 Elio Pandolfi è tornato a Vivaro Romano, paese d’origine della madre, per un pomeriggio a lui interamente dedicato, nell’ambito dell’evento Vivaro Romano incontra Elio Pandolfi. In compagnia di tutti gli abitanti della cittadina e di tanti che, come me, arrivavano da fuori, l’artista ha ripercorso le tappe più importanti della sua carriera assieme alla giornalista Falchi e al professore Giulio Sforza, regalandoci momenti di irresistibile allegria e comicità. Sul palco allestito nel cuore del paese, in piazza della Peschiera, tra aneddoti, cavalli di battaglia e il ricordo di tanti suoi amici e colleghi, ci ha fatto ridere sino al tramonto, donando se stesso agli altri e proponendo, tra le altre cose, anche i suoi doppiaggi più celebri, tra cui zio Fester de La famiglia Addams.

Durante l’incontro la giornalista, d’accordo con lui, ha voluto parlare anche delle due tesi di laurea dedicate all’artista, chiamandomi a parlare sul palco e facendomi scontrare con la mia irremovibile timidezza!

Dopo l’intervista una folla di vivaresi di ogni età si è avvicinata al palco per un autografo o un saluto affettuoso. Tanta la gente che lo ha ringraziato per quello che ha dato al paese.

Un episodio in particolare mi ha colpito dritto al cuore, ossia quando un uomo si è avvicinato a Elio raccontandogli di sua madre che, guardando il documentario Aria di paese, prodotto da Pandolfi nel 1958 e dedicato a Vivaro, ha rivisto se stessa durante la processione della Madonna della Neve, confessandogli di avere lui in grembo. Questo signore lo ringraziava di aver colto quel momento unico, creando un documento di immenso valore per lui e per la comunità tutta del paese.

Elio ha definito questo incontro il suo Addio alle scene, scegliendo come luogo a lui infinitamente caro Vivaro, ma nessuno è convinto che si tratti davvero della fine dei giochi. Chi lo conosce da molti più anni di me glielo ha sentito dire numerose volte.

Io credo che la sua carriera non finisca qui, ma il fatto che per lui quel pomeriggio significasse l’ultimo saluto al suo pubblico, ha fatto sì che diventasse un momento reso magico, unico e irripetibile.

Irene Trovato