Facebook
Google+
http://www.eliopandolfi.it/presentazione-gallerie/
Twitter
Pinterest

Non è stato facile acquisire quasi 90 anni di scatti fotografici, privati e non, di Elio Pandolfi. Grazie al cielo Elio ha conservato tutto e, per quanto a volte doloroso, ama ricordare. Quindi si è scavato, cercato in ogni angolo della casa, ci si è sorpresi assieme di tante belle foto dimenticate, e sempre assieme si è fatto ordine. Supportati dalla sua impeccabile memoria, si è cercato di ricostruire un glorioso passato sulle scene, ma anche un tenerissimo vissuto familiare e amicale. Ne vengono fuori 5 gallerie, contenenti immagini di una bellezza e una preziosità rare, accompagnate tutte da un’accurata didascalia.

Tra gli scatti più belli, quelli sortiti dalla pellicola dell’apparecchio di Elio stesso, che durante tutta la sua vita ha nutrito una sincera passione nei confronti dell’arte fotografica. La sua adorabile sensibilità gli ha fatto cogliere istanti irripetibili, congelando in bellissimi ritratti i suoi genitori e gli amici più cari, una su tutte, Bice Valori.

Nella prima galleria compare la sua amata famiglia: la madre Maria, da lui adorata, il padre Saturno, portiere dell’Istituto Tecnico Commerciale dove Elio ha vissuto fino ai suoi 28 anni, le sorelle Lucilla e Marisa, il fratello Piero. Elio conserva fotografie risalenti ai primi anni del Novecento, con protagonisti i suoi genitori molto giovani: la madre per le vie di Roma e il padre arruolato durante la prima guerra mondiale.

Nella galleria “Sulle scene” si ripercorre la lunghissima e felice carriera di Elio Pandolfi, in tutte le sue molteplici diramazioni. Dai fertili anni in Accademia, dove conoscerà gli amici di una vita tra cui Bice Valori, Flora Carabella e Carlo Giuffrè, sino al debutto nella nascente televisione, passando per la radio. Si raccolgono inoltre gli scatti delle rappresentazioni più celebri d’opera e d’operetta a cui Elio Pandolfi ha preso parte, tra cui La vedova allegra nei numerosi allestimenti di Mauro Bolognini e Gino Landi, I Racconti di Hoffman, diretto dal maestro Richard Bonynge, Il pipistrello, che segnò il ritorno sul palcoscenico del Teatro dell’Opera di Roma e molto altro.

Numerosi sono inoltre i bellissimi ritratti di Elio sia in studio che all’aperto, in giro per l’Italia: immortalato giovanissimo dai fotografi per le agenzie di spettacolo, a bordo delle sue tre Porsche, nella sua amata Vivaro, paese natio della madre e in moltissimi altri luoghi e situazioni.

Una sezione a parte è dedicata agli amici di Elio, quelli che lo hanno accompagnato, chi per un breve e chi per un lungo tragitto, durante oltre 65 anni di carriera; o altri che, seppur celebri come lui nel mondo artistico, hanno incontrato Elio fuori dalle scene, instaurando con lui un’intensa amicizia: tra questi ricopre un un posto d’onore la grandissima attrice e doppiatrice Tina Lattanzi.

Ultimo, non per importanza, è quello che oggi chiameremo un vero e proprio shooting, ad opera di un grande maestro dello spettacolo italiano, in una location a Elio molto cara. Si tratta del servizio fotografico a sant’Ignara degli stupri, personaggio inventato dall’artista che sin dai tempi del suo film Ombre degli anni ’50 ha interpretato numerosissime volte delle suore. Le immagine provengono dal sapiente occhio del costumista Giulio Coltellacci, insostituibile amico di Elio, e sono state scattate nella sua villa fuori Roma. Di quel periodo Elio ricorda una festa in maschera, sempre in quella villa, a tema ecclesiastico, dove furono invitati i più celebri nomi del panorama artistico di allora (ricorda, tra i tanti, un Renato Rascel chierichetto), e dove rivestì nuovamente i panni di una suora.

 

Irene Trovato