Il 17 luglio 2017 Elio ed io siamo stati proclamati Dottori in Spettacolo Teatrale, Cinematografico, Digitale con votazione 110/110 presso l’Università La Sapienza di Roma, con una tesi dal titolo Elio Pandolfi nella tradizione dell’Operetta. I suoi mille talenti, frutto di un lavoro di ricerca da lui seguito sin da primo giorno e durato quasi un anno.

In questo progetto ho deciso di rendere omaggio a una colonna portante della vita artistica italiana dal secondo dopoguerra sino ad oggi, soffermandomi soprattutto su ciò che ha realizzato per lo più nell’ultima parte della sua carriera, arrivandoci per gradi, trovando le giuste occasioni, nonostante l’operetta e la musica, come vedremo, siano sempre stati con lui.

Il Prof. Emanuele Giuseppe Senici, Irene Trovato e Elio Pandolfi. Foto © Giuseppe Arizzi

 

Elio Pandolfi è stato il mio tramite per conoscere e parlare in questa sede di operetta, ma quest’ultima, a sua volta, è stata un giusto pretesto per poi focalizzarmi sull’artista, la sua vita, la sua carriera e, dunque, nuovamente, l’operetta.

È impensabile, in Italia, parlare di operetta senza citare Elio Pandolfi; il suo Njegus, personaggio buffo de La vedova allegra di Franz Lehár, ha calcato le scene circa duecentodieci volte e, ad oggi, Pandolfi risulta essere uno dei più autorevoli conoscitori della materia. Questo perché non è solo un attore-cantante, ma è anche e soprattutto un uomo coltissimo, sorretto da una memoria che ha dell’inverosimile.

Introducendomi all’argomento, Elio mi ha regalato vari testi presi dalla sua preziosissima biblioteca, nonché numerosissime rappresentazioni di operette di ogni tipo, teatrale o televisivo, di valore o meno.

Irene Trovato e Elio Pandolfi. Foto © Giuseppe Arizzi

Nasce così questa piccola storia dell’Operetta, in cui ho cercato di venirne a capo sulle complicatissime origini, spaziando dalla Francia, passando per l’Austria, la Germania e la Spagna, sino ad arrivare in Italia.

La parte monografica su Elio Pandolfi ha voluto sottolineare l’importanza fondamentale che la musica ha avuto sulla sua intera vita, sin dall’infanzia. La musica, assieme all’ironia, c’è sempre stata, come un motore propulsivo della sua carriera e della sua vita, inevitabilmente inscindibili.

L’intero lavoro è nato grazie a Elio e a lui è dedicato con immensa stima e altrettanto affetto.

Irene Trovato